La trama di Black or White
Regia di Mike Binder. Con Kevin Costner, Octavia Spencer, Jillian Estell, Jennifer Ehle, Bill Burr. Drammatico. Stati Uniti, 2014. Dura 121 minuti.
Una dolorosa storia familiare sullo sfondo delle endemiche tensioni razziali degli Stati Uniti.
Elliot Anderson, che fa l’avvocato ed è bianco, ha appena perso la moglie in un incidente d’auto. Qualche anno prima i due avevano perso la loro amata figlia diciassettenne, che era morta nel dare alla luce una bambina, Eloise, che è di razza mista.

Siccome le disgrazie non vengono mai sole, a questo punto compare nel quadro la nonna paterna di Eloise, Rowena, che si fa avanti per chiedere la custodia della bambina.
Nonno Elliott dovrà lottare con tutte le forze e i mezzi legali di cui può disporre per tenere con sé quella nipotina che è tutto ciò che gli rimane della famiglia.
È da notare che Elliot ha problemi con l’alcool e che il padre di Eloise è un drogato sulla via (forse) della redenzione.
Come è ovvio attendersi da un avvocato afro-americano (che poi è anche il nipote di nonna Rowena), la storia viene inquadrata come l’ennesima angheria di un vecchio ricco e bianco contro un giovane povero e nero…
Pellicola assai dignitosa, ma irrimediabilmente hollywoodiana: il che significa che non va mai sotto la superficie di una materia tuttora incandescente.

Günther Bachmann guida una squadra governativa segreta che cerca di reclutare informatori locali che abbiano legami con le organizzazioni terroristiche islamiche.
Quando la rilasciano, tra gli effetti personali che le restituiscono trova una spilla misteriosa che solo a toccarla la trasporta in un mondo collocato in un tempo e uno spazio imprecisati, Tomorrowland.
Se la trama vi sembra famigliare, è perché lo è. Richiama infatti quella di National Lampoon’s Vacation, il film capostipite con Chevy Chase e Beverly D’Angelo. La regia di National Lampoon’s era di Harold Ramis, il che spiega il successo sia del primo film della serie che dei successivi. Si tratta di un mix sottile di ironia, nostalgia e bravura attoriale.
Un giorno Fine ammazza per errore il trafficante d’armi Tihomir Boyanov, mentre è sul punto di estorcergli l’informazione su dove si trova una valigetta nucleare.
Alexander però è un tipo assai sveglio e curioso. Quando lo mandano “fuori” per le sue missioni di sangue raccoglie i più svariati oggetti e viene in contatto con le persone che abitano in quel mondo alieno.
L’atto di posare come fosse una donna rivela a lui e alla moglie che l’uomo si è sempre identificato in realtà come una donna e che “lei” si chiama in realtà Lili Grebe.
Passa quasi un anno e sia Lawford che sua moglie cercano ancora il loro bambino. I due cominciano a vedere il figlio che si rivolge loro dall’aldilà. Un giorno il professore crede di vederlo a bordo di un autobus che passa.
In Afghanistan la sistemano assieme ad altri giornalisti internazionali. La donna presto fa amicizia con due colleghi britannici, la corrispondente della BBC Tanya Vanderpoel e il fotografo freelance scozzese Iain MacKelpie.
Dopo tre minuti di volo, più o meno all’altezza di 850 metri il loro Airbus A320 si scontra con uno stormo di uccelli. L’impatto mette fuori uso entrambi i motori dell’aereo.